Pubblicato da: pades | 8 giugno 2009

Siamo acidi o alcalini?

Tornasole

Tornasole

Chi non ha mai sentito parlare di dieta alcalinizzante, o alimenti acidi e basici (o alcalini)? Questo post vuole essere una semplice base di partenza per saperne un po’ di più e comprendere quello che troviamo sui mezzi di informazione. In particolare di come l’alimentazione incida su acidità e alcalinità dell’organismo e i pregi di un’alimentazione alcalinizzante, e avremo da questi studi un’ulteriore conferma della bontà della nostra alimentazione macrobiotica mediterranea (cereali solo integrali, verdure a volontà, legumi tutti i giorni, frutta fresca e semi oleosi, latticini, uova, poco pesce, rarissima carne solo bianca).

Il ph (Pondus Hydrogenii) è l’unità di misura del grado di acidità/alcalinità di una sostanza. La scala va da 0 a 14. Da 0 a 7 la sostanza è acida, da 7 a 14 essa è alcalina (o basica). Il valore 7 rappresenta la neutralità.

Pochi si occupano e si preoccupano del delicatissimo meccanismo di mantenimento del giusto ph all’interno del nostro organismo, mentre invece è una delle sue attività prioritarie, tanto che per mantenerlo nel giusto intervallo (che può oscillare di pochissimi decimi di punto, pena la morte) è disposto a mettere in secondo piano la salute di organi e apparati e non bada a interventi anche estremi pur di rimediare a una oscillazione troppo marcata.

Il sangue di un individuo in ottima salute ha sempre un ph di 7.4 (leggermente alcalino), mentre il ph medio dei vari tessuti (più che altro dei liquidi presenti fra le cellule) oscilla con i ritmi circadiani (cioè giorno-notte) fra una tendenza verso l’acido mattutina e una più alcalina serale, mantenendosi comunque strettamente vicino alla neutralità (che è ph 7). L’organismo è dotato di un sofisticato sistema tampone il cui scopo è il mantenimento del ph leggermente alcalino necessario al corretto svolgimento del metabolismo. Gli stati di malattia (da una semplice infiammazione dovuta ad una contusione al diabete a una banale influenza) tendono ad alterare il ph tissutale costringendo l’organismo a grandi sforzi per riportarlo al giusto valore.

Fattori che aumentano l’acidità in un organismo in salute:
- Il normale ricambio cellulare
- Gli alimenti acidificanti
- Alimentazione eccessiva
- Stress emotivo e psicologico
- Stress fisico
- Sedentarietà (per la minore ossigenazione dei tessuti)

Fattori che aumentano l’alcalinità in un organismo in salute:
- Gli alimenti alcalinizzanti
- Alimentazione moderata
- L’attività fisica moderata (per la maggior ossigenazione)

E’ ormai assodato che l’invecchiamento si associa ad una costante perdita di composti alcalini. Questo porta ad un aumento di fenomeni di iperacidosi locali e conseguenti fenomeni di infiammazione e condizioni favorevoli alla degenerazione dei tessuti e allo sviluppo di cellule cancerose.
Sembra infatti che le cellule cancerose riescano a svilupparsi solo in ambiente acido, mentre un ambiente alcalino ne limita o impedisce la proliferazione.
Questo non vuol dire che l’acidosi causa il cancro, nè che un ph più alcalino lo curi, ma semplicemente che in presenza di condizioni cancerogene (inquinamento chimico, radiazioni ionizzanti, stress ossidativi, predisposizioni genetiche, ecc.) l’organismo ha una difesa molto più debole se tende all’acidosi e una difesa più efficace se è giustamente alcalino.
Un aspetto interessante legato all’invecchiamento associato alla perdita di alcalinità (e dunque ad una progressiva acidosi) è che questo può voler dire due cose: o è l’invecchiamento che porta a questa naturale perdita oppure è la progressiva acidosi che lo causa (o accelera, visto che non siamo immortali). In questo secondo caso (estremamente interessante), mantenere ben fornite le riserve alcalinizzanti dell’organismo potrebbe voler dire invecchiare meglio, più lentamente e con meno malattie degenerative.
Un altro effetto più subdolo di un eccesso di acidità è dovuto al fatto che l’organismo, per contrastarla, deve mettere in circolo composti alcalinizzanti. Gli elementi chimici che ha a disposizione sono principalmente i bicarbonati e i quattro minerali calcio, potassio, sodio e magnesio con i loro composti. Se non ci sono in circolo abbastanza composti alcalinizzanti l’organismo in emergenza li mobilita dai tessuti, prelevando ad esempio il calcio presente nelle ossa (la maggior riserva di minerali che abbiamo) e nei denti e causando a lungo andare osteoporosi.
Il problema è che possiamo andare avanti per anni a erodere le nostre ossa prima di accorgerci della nostra acidosi.

Alcuni studiosi ipotizzano addirittura (ma su questo mancano ancora adeguati esperimenti e conferme) che la causa di gran parte delle malattie (o comunque la mancanza di difesa da parte dell’organismo) sia l’acidosi prolungata nel tempo di una o più parti del corpo.
Accade comunque spesso che eliminando l’acidosi si vedono guarire contemporaneamente diversi disturbi, a dimostrazione della trasversalità del mentenimento del giusto ph.
Attenzione: non pensiamo che più il ph è alcalino meglio sta l’organismo. Non è assolutamente così. Semplicemente il ph deve rimanere al giusto valore, poichè variazioni in qualsiasi direzione anche di pochi decimi di punto possono portare alla morte. Il problema è lo sforzo continuo che il nostro metabolismo deve fare per mantenere il giusto valore di ph (e spesso, con l’alimentazione diffusa oggi, non ce la fa), tenendo presente che fronteggiare un’acidosi (soprattutto se protratta nel tempo) è molto più problematico e faticoso che fronteggiare un’alcalosi, che infatti è molto meno frequente in un individuo sano. Se dunque dobbiamo stare molto attenti ad una dieta eccessivamente acidificante, possiamo porci meno limiti riguardo gli alimenti alcalinizzanti, e aiutare così il nostro corpo nella lotta all’acidità con la dieta.

Sapere se il nostro organismo tende all’acidosi o comunque sapere il ph medio non è facile per due motivi: il primo è che gli esami che misurano il ph tissutale medio sono complessi, e il ph dei fluidi oltre il sangue (tipo urina, saliva) non è sempre indicativo del ph reale perchè il ph di questi fluidi cambia nel corso della giornata. Il secondo è che misurando ad esempio i ph di sangue, urina e saliva, e trovandoli perfetti, non possiamo dire di non avere problemi di tendenza acida perchè magari in quel momento l’organismo sta facendo uno sforzo immane per mantenere, come è tassativo, il ph nell’intervallo vitale, con grande smobilitazione di riserve di minerali alcalini anche dalle ossa.
Tuttavia un’indicazione di massima si può avere. Per prima cosa occorre procurarsi una confezione di cartine al tornasole. Si trovano in farmacia (potete tranquillamente dire che vi servono per misurare il ph dell’urina) in forma di striscette di carta o di rotolini continui da cui si strappano volta per volta le porzioni di striscia che servono (più economici). Immergendo la striscetta nel liquido essa cambia di colore, e confrontandolo con la scala riportata sulla scatola possiamo sapere il ph del liquido. Una volta in grado di fare le misure occorre annotarsi il ph dell’urina misurata nell’arco della giornata (la mattina appena alzati, metà mattina, dopo pranzo, pomeriggio, dopo cena). Se sapete di avere un’infezione urinaria anche lieve in corso rimandate, poichè essa la renderebbe sempre alcalina. Se invece state bene, solitamente al mattino risulta più acida, per poi diventare più alcalina a metà mattina, di nuovo acida dopo pranzo, molto alcalina al pomeriggio e nuovamente acida la sera dopo cena. Se già al mattino l’urina è alcalina allora siete messi bene, e se durante la giornata, pur scendendo il ph, si mantiene diciamo sopra 6.5 e al pomeriggio supera abbondantemente 7.5 avete buone probabilità di essere sulla strada giusta. Viceversa se si mantiene acida per buona parte della giornata e la mattina è molto sotto ph 6.0 allora abbiamo un po’ di lavoro da fare. Lo stesso si può fare con la saliva, così avremo un parametro in più.
Come fare a contrastare la tendenza all’acidosi? Come vedremo la dieta può fare molto.

Cominciamo dall’acqua. E’ buona norma bere almeno un litro e mezzo o due litri di acqua al giorno, comprendendo in questo conteggio eventuali bevande e il tè del mattino o del pomeriggio. Solitamente l’acqua dell’acquedotto è leggermente alcalina (per legge deve avere in ph fra 6.5 e 8.0 ma di solito è 7.5), e comunque possiamo misurarlo con una cartina al tornasole. Le acque in bottiglia possono avere un ph molto variabile, ma fortunatamente lo si trova sempre indicato in etichetta (a volte con la dicitura “concentrazione ioni idrogeno” o la desueta “potenza di idrogeno”). Evitiamo le acque acide, cioè con ph minore di 7.0, e preferiamo quelle alcaline. Personalmente ho trovato al supermercato acque con ph fino a 8.0 (ho scelto quelle), e nella mia indagine ne ho viste anche con ph inferiore a 6.0 (troppo acide). Bere acqua alcalina può aiutare l’organismo nella lotta all’acidosi. Esistono anche studi sull’utilizzo di acqua ionizzata alcalina (sono anche in vendita ionizzatori per l’acqua del rubinetto). Sembra molto efficace, anche se poco “naturale”.

Riguardo gli alimenti, prima di tutto una precisazione: gli alimenti acidi o aciduli non sono necessariamente acidificanti, anzi spesso è l’opposto. Gli agrumi ad esempio (il succo di limone può avere anche ph 2.5) contengono acido citrico, che fa parte dei cosidetti “acidi deboli” (citrico, tartarico, malico…) che durante la digestione vengono trasformati in sali come il citrato (di sodio, di calcio, di potassio, …) a effetto alcalinizzante, e dunque gli agrumi finiscono per essere tutt’altro che acidificanti. Viceversa cibi per niente acidi (come la carne) possono essere molto acidificanti. Il cibo più acidificante sono appunto le proteine animali, poichè ricche di aminoacidi solforati la cui digestione produce molte scorie acide.
Gli esami per dire se un cibo è acidificante o alcalinizzante sono complessi (occorre analizzare gli alimenti dopo la digestione, fare misurazioni del ph fisiologico) e per questo motivo quelli attendibili sono rari. Questo ha portato alla pubblicazione di tabelle spesso anche contraddittorie (si spera negli studi futuri). Le linee principali son però ben definite e, analizzando le varie tabelle, quello che si trova in giro si può riassumere così:

Acidificanti

  • carne (proteine animali <- aminoacidi solforati)
  • cereali raffinati (farina bianca ’0′ e ’00′ e loro derivati, pane bianco, pasta bianca, riso brillato, …) (la raffinazione ne aumenta la tendenza acidificante, dovuta agli aminoacidi solforati)
  • zucchero e dolciumi (più che acidificare vanificano l’alcanizzazione)
  • formaggi vaccini (soprattuto stagionati, per il tenore proteico)
  • grassi animali (burro, strutto, …)
  • pesce
  • uova

Debolmente acidificanti o alcalinizzanti (più o meno neutri)

  • cereali integrali (il miglio è il più alcalinizzante)
  • formaggi ovini e caprini, se più freschi
  • grassi vegetali (olio di oliva, olio di semi, …)
  • latte, yogurt
  • legumi (le loro proteine hanno pochi aminoacidi solforati)

Alcalinizzanti

  • verdura (le solanacee, cioè pomodori, melanzane, peperoni e patate sono poco alcalinizzanti, quasi neutre)
  • frutta (tranne mirtilli e prugne che sono un po’ più acidificanti)

Ma più di queste divisioni, che riportiamo come aiuto mnemonico, è molto più utile capirne il meccanismo: un pasto acidifica se manca di alcalinizzanti. Il metabolismo e la digestione in sè, infatti, già tendono ad essere acidificanti, dunque il rimedio è utilizzare in quantità i soli veri alimenti alcalinizzanti: frutta, verdura e legumi. A parte l’effettiva imponente acidificazione legata all’eccesso di proteine con aminoacidi solforati, il resto degli alimenti acidificano perchè non alcalinizzano. La vera, semplice divisione degli alimenti dovrebbe dunque essere: frutta, verdura e legumi (che alcalinizzano) da una parte e tutto il resto (più o meno acidificante) dall’altra. Teniamo presente che è molto facile ritrovarsi in acidosi consumando molti alimenti “acidificanti”, mentre è estremamante difficile sviluppare alcalosi consumando molti alimenti alcalinizzanti, e anche che un’alimentazione eccessiva e il sovrappeso (anche se la dieta è equilibrata) possono portare ad acidosi. Guardando le tabelle ci si rende subito conto di quanto sia pericolosamente acidificante lo stile alimentare diffuso al giorno d’oggi (cereali raffinati e dolcificati, poche verdure e frutta, quasi niente legumi, troppa carne, bibite acide e dolcificate, alimentazione eccessiva, …).
Chi per evitare l’osteoporosi evita i cereali integrali per via dell’acido fitico che ruba il calcio, paradossalmente peggiora la situazione, poichè i cereali raffinati sono più acidificanti, e il rischio di smobilitare calcio dalle ossa può essere concreto. Parimenti, un eccesso di latticini vaccini stagionati, più acidificanti di quelli di pecora o capra solitamente più freschi, può avere un effetto demineralizzante, all’interno di una dieta squilibrata, e dunque aumentare il rischio osteoporosi anche se si pensa di introdurre più calcio.

La conclusione che ci conforta è dunque che l’alimentazione macrobiotica mediterranea va già nella giusta direzione, senza bisogno di modifiche.
Contiene, grazie alla tanta frutta e verdura, una grande quantita di alimenti alcalinizzanti, e modera la tendenza acidificante dei cereali tramite il loro consumo integrale. Abbattendo drasticamente l’uso di carne (soprattutto quella rossa) minimizza l’alimento più acidificante, cioè le proteine animali, e le sostituisce quasi completamente con quelle vegetali (legumi + cereali integrali). Latticini, uova e poco pesce forniscono i nutrienti di origine animale che ci sono indispensabili (come la vitamina B12, ne parleremo…) senza stravolgere troppo la tendenza alcalinizzante della dieta.
Ancora una volta comprendiamo come il nostro organismo per stare bene abbia solo bisogno degli alimenti che hanno segnato la sua evoluzione e ai quali si è abituato nel corso dei millenni, insomma un alimentazione naturale.
Seguiremo attentamente l’evolversi della ricerca scientifica su questo argomento, che ha tutta l’aria di riservare molte gradite sorprese in futuro.


Responses

  1. Sono venuto a conoscenza da poco dell’importanza del ph, strano che non ne avevo sentito parlare fino ad ora, ho compreso che è responsabile anche della mancata perdita di peso, è vero?

    Io sono vegetariano da piu’ di un anno, ogni tanto mangio del pesce, ora ho iniziato a controllare il ph dopo essere venuto a conoscena che l’abbassamento delle difese immunitarie dipendono anche da un ph acido.

    Come mai c’è cosi poca informazione su una cosa cosi importante?

    La tabella indicata mi sembra molto povera in quando io sapevo che le verdure cotte siano acide e non alcaline, non è forse vero?

    Un Saluto
    Serafino Vallorani
    per chi mi vuole rispondere questa è la mia email
    serafinovallorani@gmail.com

    • Gli studi approfonditi sul ph fisiologico e sui meccanismi del suo mantenimento sono relativamente recenti. Come spiegato nel post penso che nel futuro, su questo argomento, ne vedremo delle belle.
      Non penso che l’acidosi sia preponderante nel sovrappeso quanto lo sono le eccessive calorie e la mancanza di movimento. Piuttosto il sovrappeso provoca sicuramente acidosi poichè il metabolismo dei grassi è più sotto pressione.
      Le informazioni scientifiche sull’acidosi (anche se recenti) esistono eccome, ma l’argomento è considerato forse troppo ostico (sbagliando, poichè è di semplicissima comprensione e soluzione) e non compare facilmente sui mass media, soprattutto se può toccare i forti interessi economici dell’industria alimentare di massa (i cui prodotti sono in genere di bassa qualità e molto acidificanti).

      Riguardo le tabelle, quella del post è semplice per scelta, primo perchè mi piacciono poco gli elenchi sterminati di alimenti dove di solito manca proprio quello che ci interessa, e poi perchè l’effetto dei vari alimenti sul ph è complesso da analizzare e le tabelle che si trovano in rete o su vari testi sono assolutamente discordanti su molti cibi, ma sulle macro-categorie di alimenti (verdure, frutta, cereali integrali, cereali raffinati, ecc.) c’è già un buon accordo, e la tabella si basa su quelli. Inoltre è inutile sapere se ad esempio le pesche sono più o meno acidificanti delle susine, perchè è praticamente ormai assodato che la frutta è complessivamente alcalinizzante, come lo è la verdura (la cottura in acqua bollente cambia ben poco, se le verdure le si impastella e le si frigge in olio pessimo è un altro paio di maniche…). La tabella è semplice perchè l’alimentazione deve essere semplice, e per essere efficaci anche le indicazioni devono essere semplici: il messaggio deve essere del tipo “mangiamo più verdura e frutta, meno proteine animali, ecc.” e non “mangiamo più albicocche e occhio all’ossobuco di vitello”.
      L’alimentazione prevalentemente vegetariana è sicuramente più alcalinizzante, e più protettiva per via del maggior apporto di antiossidanti e altre sostanze nutritive e anti-nutritive, ma deve essere tendenzialmente frugale. Pane bianco e marmellata è uno spuntino vegetariano ma acidificante (farina bianca, zucchero, …). Meglio una mela e una fettina di pane integrale. Insomma bisogna fare qualche passo indietro e tornare a cibi meno elaborati.

      Riguardo la tua scelta vegetariana: condivido. Anche noi consumiamo regolarmente pesce, ma anche latticini e uova. Attenzione infatti alle diete vegetariane strette (vegane) per il pericolo di carenza di vit. B12. Meglio la latto-ovo-vegetariana, ormai considerata dalla comunità scientifica adeguata e completa (ma solo se correttamente bilanciata, cioè con anche cereali integrali, abbondanti legumi, semi oleosi, ecc.).

  2. Ti ringrazio per la chiarezza delle informazioni che posti. Domani inizio il mio primo corso di macrobiotica (nel senso che lo tengo io) e mi pare che mi manchino le parole e che tutti i dubbi di questa terra si siano impossessati della mia mente. Se non ti dispiace stamperei questo post per darlo come dispensa ai miei allievi: devo correggerlo su alcune parti perchè io non faccio macrobiotica mediterranea, vengo dalla scuola di René Levy in Francia e mi trovo molto bene così. Però sarà mia premura inserire il tuo link e scrivere che il tuo articolo è stato leggermente modificato. Sempre, ovviamente, se non hai niente in contrario.
    Grazie, Rosaria

    • Grazie Rosaria,
      niente in contrario, anzi sono molto interessato alle tue correzioni: se, quando avrai tempo, me le invierai sarò felice di leggerle e integrarle nel post.
      Auguri per il corso :-)

  3. Salve! Su internet le tabelle sono molto diverse. In questa http://www.massamagra.com/dieta-zona-endurance-acidita-sangue.htm (ma anche su altre) vedo che i cereali integrali sono molto acidificanti, e anche i legumi li mette tra quelli che hanno una certa acidità. Questo fa venire meno certe mie certezze sull’alimentazione mediterranea tradizionale che ho intrapreso da un po’ di tempo. I cereali integrali sono così acidificanti???? Perchè tu invece li hai inseriti tra quelli debolmente acidificanti/alcalinizzanti?

    Grazie
    Stefano

    • Proprio perchè ho visto decine e decine di tabelle e non una che fosse d’accordo con l’altra (sintomo di dati scientifici ancora poco particolareggiati sul vero residuo acido o alcalino dei vari cibi, infatti ci tornerò appena avremo dati migliori) ho azzardato quell’elenco (lungi dall’essere una tabella) molto generico ma che mi sembrava riflettere le tendenze. Non mi stupisce che il sito che citi dica che i cereali integrali sono “molto” acidificanti, essendo la Zona direzionata verso più proteine e meno (molto meno) carboidrati… Fatto sta che quello che provoca il maggior residuo acido è il metabolismo delle proteine (soprattutto quelle in eccesso, cioè quando l’organismo ricava energia dalla proteine perchè non ne ha più da altre fonti, come i più adatti carboidrati), il resto segue a diverse lunghezze. Inoltre la tabella citata è di 16 anni fa, sembra. Un punto fermo è che verdura e frutta siano alcalinizzanti, e su questo sono tutti d’accordo. Se prendi un alimento proteico vegetale come i legumi, certo la quota di proteine lo rende un po’ acidificante, ma è mediato dagli altri elementi legati al suo essere vegetale e molto vicino alla verdura. Stesso discorso per i cereali integrali. Vogliamo essere ancora più netti? La tabella potrebbe essere divisa in sole due voci: frutta e verdura che alcalinizza e tutto il resto che, chi più o chi meno, acidifica. La dieta mediterranea vera prevede una grande quantità di frutta e verdura e vegetali in genere, e poca carne: la componente alcalinizzante è sempre stata maggioritaria, ecco perchè funziona da millenni. Da non sottovalutare l’aspetto alcalinizzante dell’attività fisica, che in passato era obbligatoria. Al giorno d’oggi ci siamo, come si suol dire, “un po’ seduti”. Come al solito, un insieme di cause…

      Ciao!

  4. Grazie per le informazioni che ci date; spesso ci si trova in una foresta di informazioni contrastanti e, in caso di vera necessità non si sa a chi dare retta. Io soffro di laringite dovuta a reflusso gastro esofageo, non ho più voce e questo è dovuto,dicono, alla mia cara gastrite.Voi cosa mi consigliate? Io mangio poco e sono prevalentemente vegetariana, abbondo nei formaggi e mi sono stati tolti insieme a latte a frutta come ananas, kiwi , arance, albicocche. Amo i legumi come ceci e lenticchie e verdura in genere cotta e cruda.
    Grazie per l’aiuto e cordiali saluti
    grazia

    • Grazia, come puoi capire solo il tuo medico o gastroenterologo, che conoscono il tuo reflusso e (si spera) le cause (fra le svariate possibili) possono darti indicazioni! Diffida dei sedicenti espertoni su internet per una cosa importante come la tua salute… Dal poco che so, nell’attesa di risolvere la causa che può variare da persona a persona si tende a far evitare i cibi che producono tanta acidità gastrica e tutto ciò che possa aumentare la pressione addominale (entrambe situazioni che peggiorano i sintomi), dunque vengono consigliati pasti piccoli e frequenti, poche proteine, evitare le spezie e i fritti abbondanti, insomma cose che saprai già anche tu. Se già mangi poco come dici, quello che ti hanno tolto l’avranno fatto a ragion veduta. Mi pare di ricordare che alcuni permettono i latticini ma solo se magri e in modiche quantità, ma su questo mio ricordo non ci metto la mano sul fuoco e devi ovviamente chiedere a chi ti cura.
      Sulle cause (del reflusso-da-gastrite intendo) non hai ancora scoperto nulla?

  5. Francesca mi scrive:
    Salve sono una ragazza di ventisei anni che combatte con una candidosi sistemica da ben 8 anni non so proprio più cosa fare la candida prolifera in ambiente acido ho cambiato alimentazione molte volte e adesso sto seguendo un alimentazione a base di verdura frutta tofu legumi e pesce purtroppo non riesco a bere molto anzi bevo un bicchiere o due di acqua al giorno(ho anche dei problemi di temperatura corporea sudorazione eccessiva di mani e piedi e bere molta acqua mi crea alcuni problemi di variazione di temperatura corporea dal sentire troppo freddo al sentire troppo caldo problema che ho fin dall’infanzia)comunque seguendo questo tipo di alimentazione ancora non sono riuscita a debellarla cosa mi consiglia?Ho le difese immunitarie un po deboli e non vorrei fare una detossificazione drastica di mangiare solo verdura per settimane andando a peggiorare la situazione.cosa mi consiglia? Ecc. …

    Per le nuove regole sulla privacy ho dovuto eliminare e-mail e riferimenti vari.
    Francesca, come scrivo sempre non posso dare alcun tipo di consiglio non essendo un professionista, e l’unico che ti do è anzi di diffidare dei vari “sciamani del web” che dispensano consigli e pontificano, spesso senza sapere di cosa stanno parlando. La tua situazione va seguita da un medico (come penso stai facendo, visto che almeno la diagnosi – non sempre facile a quanto ne so – di candida sistemica è stata fatta). Più che l’alimentazione andrebbe indagata la causa del proliferare della candida e possibilmente rimossa, cosa che può fare solo chi conosce la tua situazione perfettamente. Sai il motivo delle basse difese immunitarie? Con la candida di solito tutto parte da lì. Sicuramente un’alimentazione equilibrata e alcalinizzante aiuta durante le cure, ma probabilmente non basta se il sistema immunitario è depresso.

    Ciao, e fammi sapere come va! :-)

  6. Considerando che il nostro intestino è la cabina di regia del sistema immunitario, mi viene in mente una semplice domanda: è regolare la funzione intestinale? Sicuramente bere poca acqua non l’aiuta………

    • Hai ragione. Anche se mangiando molta verdura magari ne ha meno bisogno… Attendiamo una sua risposta.

      Grazie e ciao.

      • Introdurre molte fibre e poca acqua, è peggio che non introdurre fibre per nulla…..quindi frutta e verdura e almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno ( per essere più precisi, il peso corporeo diviso 32 ), per evitare che le fibre vadano ad intasare l’intestino…

      • Difficile con una dieta equilibrata introdurre troppa fibra (molta sì, ma non troppa), se la verdura non è cotta in maniera sbagliata o si esagera con certe verdure senza variare. Se si usano supplementi o alimenti ricostruiti e arricchiti con fibre allora sì, ma non è più alimentazione naturale. Frutta e verdura sono alimenti con più dell’80 % di acqua…

        Ciao.

      • La quantità di acqua che perdiamo giornalmente con le urine, sudorazione, etc. è tale che non può bastare quella introdotta da frutta e verdura…….quindi dobbiamo integrarla in misura di 1/32 del nostro peso corporeo, o, se preferisci, 1ml. per Kcal introdotta con la dieta. Questo valore aumenta chiaramente in seguito ad attività sportiva o febbre (l’aumento di temperatura di 2°C raddoppia il fabbisogno). Quindi fibre senza acqua, rendono le feci troppo compatte e difficili da eliminare…..

      • Su, non cadiamo nell’ortoressia. 1/32 del peso, 1 ml/KCal… troppi tecnicismi. Lo sappiamo che 1 ml d’acqua è quello che serve all’organismo per metabolizzare ogni KCal introdotta, ma non possiamo andare in giro con la calcolatrice. Seguire un’alimentazione naturale e bere quando si ha sete è più che sufficiente. E adesso dirai che “quando si sente lo stimolo della sete ormai è troppo tardi“, lo so già… Ma alimentarsi non può e non deve diventare un regolamento bizantino che poi nessuno segue. :-)

      • era solo per dire che l’acqua che introduciamo con gli alimenti non può essere sufficiente…….

  7. per favore o una domanda perche acqua minerale con ph 7,9 sulla etichetta comprata nel supermercato risulta poi con cartina torna sole solo 5,8?

    • Interessante. Mi puoi dire la marca (che poi magari non pubblicherò)? Versione naturale o gasata?

      Grazie. Ciao.

  8. Ciao approposito di acqua. Ancora non ho cominciato l’indagine sul ph, ma siccome prevalentemente uso quella del rubinetto di casa, dove è stato però installato il depuratore – depurata quindi, volevo sapere, com’è? posso continuare?
    Un’altra cosa. La maggior parte degli alimenti che ho visto elencati come protagonisti dell’alimentazione mediterranea, non mi stupiscono. Ovvero cereali integrali, frutta, verdura, olio extra vergine, legumi, poca carne e bianca, non sono stati una sorpresa appunto. Quello che mi stupisce e quindi a questo punto incuriosisce è “poco pesce”. Capisco che non devo confondere la dieta mediterranea (almeno come viene divulgata) con la macrobiotica mediterranea, però appunto mi stupisce. Il famoso fosforo, in nome del quale spesso imboccano i bambini che proprio non vorrebbero – compresa me – l’omega 3, il pesce azzurro – in Italia il Cilento che è stato dichiarato capitale della dieta mediterranea fa ancetta di sagre di pesce. (capisco che non devo confondere, ripeto). Quindi è tutta una bufala? In realtà sono più uova e latticini, che invece non credevo, sinceramente, così salutari, i veri protagonisti di una alimentazione più naturale e quindi sana? Per quanto riguarda le uova è vero che non bisogna superare le famose due a settimana? E i latticini? Non sono grassi? Non fanno ingrassare? A questo punto la margherita (sono napoletana) – è davvero salutare – se solo l’impasto fosse integrale – e suppongo non esista né possa esistere:-). Grazie anticipatamente:-).

    • Acqua depurata: va bene, ma viene depauperata di quasi tutti i minerali.
      Pesce, latticini, uova: questione di dosi, come in tutte le cose. Poco pesce significa non strafogarsi, per non esagerare con le proteine animali, ma sicuramente meglio della carne rossa, senza dubbio. Quel “poco” è inteso anche come quantità in rapporto a verdura, legumi, cereali, frutta, che devono essere invece “tante”. Il fosforo non è solo nel pesce, ma in tutti gli alimenti con proteine animali, nei quali è più disponibile. Anche in cereali e legumi ce n’è in abbondanza, ma in maggior parte come acido fitico, quindi meno disponibile. Importante è il rapporto calcio/fosforo (per la salute delle ossa), che è molto favorevole nelle verdure a foglia verde e latticini, molto meno nella carne. Comunque la carenza di fosforo nella dieta italiana è praticamente impossibile, anche evitando il pesce, per la gioa di molti bambini (chissà perchè poi, a me è sempre piaciuto :-) ).
      I latticini fanno ingrassare se si esagera, come tutto. Quasi impossibile ingrassare con il latte, con il suo misero 3.5% di grassi (ci si sazia prima di esagerare), più facile con il formaggio perchè per gola se ne mangia troppo.
      Uova: due a settimana lo si sente dire spesso per il colesterolo, ma è una convinzione superata: il colesterolo endogeno (cioè prodotto in autonomia dal nostro fegato) è molto di più di quello eventualmente assorbito dagli alimenti. Se non si mangia carne (lacto-ovo-vegetariani) molti consentono anche un uovo al giorno: per la qualità altissima delle proteine e la vitamina B12 sono un ottimo alimento (ma io propendo più per un giorno sì e uno no). L’ipercolesterolemia, comunque, viene anche abbuffandosi di carboidrati semplici, proprio perchè già di nostro ne produciamo a valanghe, se esageriamo con le calorie…
      La pizza integrale esiste ma purtroppo è rarissima, conviene farsela in casa. L’ho trovata in un paio di ristoranti-pizzerie “alternativi”, ma il gusto deciso della base integrale non piace a tutti e ne fa un prodotto di nicchia e quindi quasi introvabile. Come i legumi: mai provato a cercare i legumi al ristorante?

      Ciao.

  9. Grazie mille per le tempestive ed esaustive risposte (anche al post nella sezione “legumi”). A Napoli si trovano i legumi nei ristoranti:-), almeno nei ristoranti dove mi è capitato di andare. Ho capito tutto la cosa più difficile adesso sarà provare a dimagrire:-), e a farlo bene. Spero di riuscire a trovare questo pane Penna, stasera ho cercato ma niente alla fine ho dovuto optare per il pane di segale confezionato del Mulino Bianco (si può dire?), mi sembrava la cosa meno peggio, tu come lo consideri? Io non so come si faccia a vivere senza carboidrato, (quelli che lo fanno), ma è vero che la sera non bisognerebbe mangiarli? Io da quando ho cominciato a volermi “depurare” un po’ ho cominciato ad usare l’olio solo a crudo – quasi del tutto – da qualche parte ho letto che per la ritensione va bene – e poi un erborista da cui ho comprato gocce drenanti sospese però subito perché è un problema bisognerebbe stare chiusi in casa davvero ogni quarto d’ora scappa – mi aveva consigliato di dissociare carboidrati e proteine – l’ho fatto una settimana ma poi mi sono stancata di questa rigidità – però come effetto immediato ha funzionato. Ecco perché cerco un sistema più elatico ma salutare. Ma la tua conoscenza deriva da passione o fa parte anche del tuo lavoro? Lo chiedo perché mi sembra una passione ma con una conoscenza così solida che deve richiedere anche del tempo..grazie di nuovo

    • Il pane è PEMA, di solito lo trovo in tutti i supermercati vicino ai grissini e al pane che hai preso tu. Dissociare carboidrati e proteine oltre che poco utile è anche poco naturale: i legumi ad esempio sono un classico esempio di carboidrati e proteine che si mangiano insieme. Anche il fatto di non mangiarli la sera è più una moda… basta non esagerare.
      Per la ritenzione idrica hai provato a controllare (leggi: evitare del tutto) il sale? Ne consumi molto?

      Per l’ultima domanda: no, non è professione, è una passione che ho da quando ero piccolo, e vista l’età sono ormai decenni…

      Ciao. :-)

  10. Per quanto riguarda l’acqua, quindi non va proprio bene, quella depurata. Bisogna allora comprarla, io di quella del rubinetto così non mi fido..poi mi sembra così “pesante”.

    • Il fatto è che teoricamente l’acqua del rubinetto dovrebbe essere garantita ottima e sana, poi in pratica gli enti locali non riescono in tutti i casi a distribuirla perfettamente salubre. Paradossalmente puoi trovare un’acqua ottima nelle metropoli (a Roma ad esempio sembra sia ottima) e pessima in paesini rurali, è una cosa troppo locale per generalizzare. Ti consiglio questo link, del sempre eccellente Nico Valerio: è un po’ lungo ma rappresenta lo stato dell’arte sull’argomento: http://alimentazione-naturale.blogspot.it/2010/07/acqua-che-sia-ricca-di-calcio-magnesio.html

      Ciao.

  11. Interessante, ho dato una spulciata ma lo leggerò con calma visto il volume delle informazioni. Per quanto riguarda l’acqua di casa mia, in realtà io non mi sono informata (magari è ottima), per il semplice fatto che sto vivendo, transitoriamente, in una casa di famiglia molto veccha, insomma dove non si fanno lavori da un bel bel po’, quindi anche i tubi sono “preistorici”. Mi fa quindi impressione usare l’acqua per bere, così istintivamente. Chiaramente per cucinare la uso, è semplicemente una casa che non si ristruttura da un po’, niente di trascendentale. Secondo te potrebbe bastare anche far scorrere per molto tempo l’acqua, prima di berla, o faccio bene a evitare? (Sempre se quella del mio Comune, dopo essermi informata, risultasse buona). Ciao grazie ancora. Setaccerò tutti i supermercati e spero di trovare il pane PEMA:-). Nel frattempo tu come lo trovi quello di segale che sto utilizzando (cui fai riferimento nel post sopra)?

    • Mah… se i tubi non sono proprio quelli anteguerra al piombo, facendo scorrere per bene l’acqua… d’altra parte anche le tubature stesse delle municipalizzate magari hanno un secolo e a quel punto poco cambia. Ma se ti senti più sicura con l’acqua in bottiglia, a parte la spesa, per bere usa pure quella. Io tendo sempre a prendere quella imbottigliata il più vicino possibile, per minimizzare l’impatto ambientale.
      Dopo tutta la fatica che hai fatto per cercare il pane Pema spero almeno che ti piaccia :-) :-)
      Non conosco quello che hai citato, del Mulino Bianco. Domani quando vado alla Coop lo cerco e guardo come è fatto.

      Ciao.

  12. Grazie per questo post illuminante grazie al quale ho scoperto queste cose. Mangio frutta e verdura in abbondanza ma purtroppo sono anche una gran mangiatrice di carne. Il pesce lo mangio controvoglia, la mia passione è proprio la carne. Volevo gentilmente sapere:
    - posso abbattere l’acidità della carne assumendo a fine pasto una spremuta di due limoni, due pompelmi ed un cucchiaio raso di bicarbonato di sodio?
    - Lo stress aumenta l’acidosi: esiste qualche sostanza per bloccare la produzione di cortisolo e se si quale?
    Grazie per la cortese attenzione

    • Beh bisogna vedere la quantità di carne, comunque sì, vanno bene gli agrumi, il bicarbonato non ne farei un’abitudine (occhio al sodio).
      Riguardo il cortisolo, non mi intendo molto di medicinali o sostanze simili che possano abbassarlo, piuttosto sembra che una dieta ricca di carboidrati semplici e zuccheri lo innalzi, dunque bisognerebbe limitare quelli. Ma ancora meglio limitare lo stress… :-) Alla lunga non fa bene comunque, anche abbassando artificiosamente il cortisolo.

      Ciao!


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